Quando è necessario ricorrere all’estrazione chirurgica dei denti

Quando è necessario ricorrere all’estrazione chirurgica dei denti

Chiunque vorrebbe mantenere i propri denti per tutta la vita, ma in determinate circostanze il dentista potrebbe consigliare di estrarre un dente al fine di preservare la salute dentale complessiva. È possibile estrarre con facilità la maggior parte dei denti, ma occasionalmente, in situazioni più complesse, la procedura si fa più articolata. Ecco perché potrebbe rendersi necessaria l’estrazione chirurgica e in che modo si differenzia questo tipo di procedura dalle altre per il dentista che la effettua.

Perché in alcuni casi non è possibile salvare il dente?

Il sito web di My Personal Trainer indica come i denti vengano solitamente rimossi a causa di traumi, patologie o affollamento. Quando non è possibile riparare un dente ricorrendo a un’otturazione o a una corona a causa di un incidente o di una carie molto estesa, l’estrazione potrebbe essere la soluzione migliore. Anche i denti non supportati da sufficienti quantità di osso a causa di una malattia parodontale sono candidati alla rimozione; in questo caso, dopo l’estrazione, occorrerà utilizzare un dentifricio studiato per proteggere le gengive. Infine, potrebbe essere necessario estrarre anche i denti infettati (con ascesso) che non rispondono alla terapia canalare.

È bene ricordare che spesso un ortodontista consiglia di procedere con una o due estrazioni prima di iniziare un trattamento ortodontico a causa dell’affollamento dei denti. Spesso vengono estratti anche i denti del giudizio, a causa della posizione problematica in cui crescono dietro ai molari.

Estrazioni semplici ed estrazioni chirurgiche a confronto

L’estrazione chirurgica dei denti è la procedura chirurgica più comune negli Stati Uniti. Quando un dente è visibile sopra al margine gengivale e il dentista può rimuoverlo facilmente con una pinza, la procedura prende il nome di estrazione semplice. Se, invece, il dente non è così evidente e deve ancora fuoriuscire completamente, il dentista dovrà rimuovere il tessuto gengivale o l’osso per poterlo estrarre. In questi casi si parla di estrazione chirurgica e occorrerà chiudere l’area con dei punti in modo che possa guarire correttamente. A seguito della procedura il medico potrebbe anche prescrivere farmaci antidolorifici più specifici.

Motivi per ricorrere all’estrazione chirurgica

Il dentista sottoporrà il paziente a una radiografia ed esaminerà il dente, per stabilire se basti l’estrazione semplice o se richieda un vero e proprio intervento chirurgico. In alcuni casi, comunque, anche le estrazioni semplici potrebbero trasformarsi in estrazioni chirurgiche. Ad esempio, se il dente dovesse rompersi durante la procedura, occorrerà estrarre chirurgicamente i singoli pezzi.

Solitamente i denti del giudizio richiedono un’estrazione chirurgica, perché spesso sono impattati, ovvero inclusi, non completamente emersi: questa condizione richiede di incidere il tessuto e l’osso. Altri esempi di estrazioni chirurgiche comprendono la rimozione di denti gravemente scheggiati, dell’estremità delle radici o di denti con radici lunghe e curve, a uncino. In altri casi è l’osso attorno al dente, diventato denso, a rendere necessario l’intervento chirurgico.

Istruzioni da seguire dopo l’estrazione

Nel caso di un’estrazione chirurgica, probabilmente al paziente verranno applicati uno o più punti nel sito dell’estrazione. Indipendentemente dal tipo di estrazione, che sia semplice o chirurgica, dopo la procedura è importante seguire sempre le indicazioni del dentista, per velocizzare la ripresa ed evitare complicanze. Il portale My Personal Trainer consiglia quanto segue:

  • Mordere una garza assorbente per 30-60 minuti dopo l’estrazione per fermare la fuoriuscita di sangue;
  • Una volta interrotto il sanguinamento, seguire una dieta liquida-semisolida;
  • Non risciacquare né spazzolare i denti per 12 ore;
  • Durante lo spazzolamento evitare l’area dell’intervento, sebbene sia possibile fare risciacqui con un collutorio diluito o 1/4 di cucchiaino di sale da tavola sciolto in un bicchiere di acqua tiepida;
  • Non fumare;
  • Non risucchiare nel sito dell’estrazione;
  • Seguire le istruzioni del dentista in merito agli eventuali farmaci antidolorifici prescritti;
  • Chiamare il dentista in caso di dolore persistente dopo 3 giorni o di febbre alta.

L’estrazione chirurgica dei denti potrebbe spaventare un po’, ma grazie alle procedure moderne e all’anestesia, i pazienti non dovranno preoccuparsi di nulla. In seguito, paziente e dentista potranno vagliare le diverse opzioni sostitutive del dente, che permetteranno di ripristinare non soltanto la funzionalità, ma anche un sorriso smagliante.

Questo articolo vuole promuovere la comprensione e la conoscenza di argomenti generali relativi alla salute orale. Non è destinato a sostituire la consulenza, la diagnosi o il trattamento di un professionista. Chiedi sempre il parere del tuo dentista, o di un operatore sanitario qualificato, per qualsiasi domanda tu possa avere riguardante una condizione medica o un trattamento.

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Consigli per la gestione del dolore a seguito di un'ESTRAZIONE DENTALE

Di seguito, alcuni consigli per cercare di ridurre al minimo i fastidi provati e accelerare il processo di guarigione:

  • usare impacchi di ghiaccio sul viso per ridurne il gonfiore per 20 minuti, con 20 successivi minuti di pausa;

  • consumare alimenti morbidi e tiepidi per alcuni giorni;

  • passate 24 ore dall'intervento, sciacquare la bocca con dell'acqua calda salata. Basterà una tazza di acqua con mezzo cucchiaino di sale all'interno;

  • non fumare, usare cannucce o sputare dopo l'intervento, in quanto il coagulo di sangue creatosi nello spazio prima occupato dal dente potrebbe cadere.